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MAURO MARINONI

I MARINONI


Marinoni è assolutamente lombardo, deriva dal cognomen latino Marinus o dal successivo nome medioevale Marino.
I Marinoni vengono citati in un'iscrizione del 1216, collocata a Lurago Marinone (CO), nell'antica parrocchia di San Giorgio, che riporta essere un tal Giulio Marinoni uomo nobilissimo. Li troviamo nel 1373 a Desenzano, tra i notabili del paese, in alcuni casi potrebbe esserci una connessione con il vocabolo marina (litorale) e starebbe ad intendere che la località di dimora del capostipite era prossima ad un litorale. Fra le carte del Codice Diplomatico della Lombardia si trovano tracce del cognome Marinoni, già nel 1175, in un atto notarile leggiamo che un certo Gibuino, preposito della chiesa e canonica di San Giorgio al Palazzo, in presenza di cinque chierici e canonici della stessa, con l'assenso di Ariprando Guigerius, suo avvocato in questo negozio, e di Giorgio Corbus e Spada de Marinonis, estimatori, dà a livello perpetuo sine ullo fìcto a Martino de Casate, di Milano, tre appezzamenti di campo in Salvanesco, nelle località Clausura, ad Vigiusam, in Gazolo, rispettivamente di tredici pertiche e otto tavole e mezzo, una pertica e ventidue tavole, una pertica e diciassette tavole e mezzo, al prezzo di tredici lire e quindici soldi di denari buoni milanesi terzoli, somma che la chiesa impiega per acquistare da Gaido Faxolo la terra de la Turre, ma che il preposito consegna a Roberto Brema, il quale vanta un credito dal detto Gaido. Il proposito dà poi guadia di difendere questo contratto e pone come fideiussore il predetto Spada.



La famiglia Marinoni si trova nella matricola delle nobili famiglie Milanesi dal 1377.
Antonio fu uno dei Sindaci mandati dai Milanesi a Lodi nel 1251 per stabilirvi la pace tra i due partiti dei Nobili e del Popolo.
Guifredo Marinoni insieme a Belvillano da Busnate fu delegato dal Comune di Milano ad assistere alla convenzione stipulata tra Milano e Como nell'anno 1197 che stabilì la Concordia fra queste due città.



Cerete (BG)
Un primo accenno a questa famiglia si fa in un documento del 1182 riguardante la cessione di terreni da parte del gastaldo Forzano ad abitanti di Cerete.
Gli appezzamenti vengono individuati facendo riferimento ai proprietari confinanti, tra i quali risultano anche i figli di un Marinone (filiorum Marinoni), probabilmente vissuto, prima di loro, sugli stessi fondi.
A far risalire ancora più in la nel tempo la presenza dei Marinoni nel nostro territorio, contribuisce poi anche l'atto del 1088, già preso in esame nel profilo storico, e relativo al passaggio di vaste aree coltivate a prato e a bosco dal capitano Teudoldo de loco Muzo e soveresi a quarantacinque consortes et vicini de Ceredo.
Sono alcuni nomi apparsi nell'elenco dei nuovi beneficiari ad attirare l'attenzione; nomi piuttosto frequenti nelle famiglie di Cerete come Pietro, Giovanni, Antulino. Ma mentre i primi due risultano comuni a più gruppi di famiglie, Antulino ritorna e viene tramandato nel solo Casato dei Marinoni, con lievi modifiche (Anzulino, Anzolino, Lanzalino), fino al 1624, quando Lanzalino Marinoni muore senza eredi consegnando nome e proprietà al santuario mariano di Novezio. E' evidente quindi che il contributo dei Marinoni alla formazione del comune non è mancato fin dalle prime forme associative di vita e lavoro. Insomma, pare proprio da certi documenti reperiti nell'Archivio della Curia Vescovile di Bergamo che quei Marinoni d'allora non solo non abbiano più abbandonato Cerete ma, dando vita a nuove famiglie, ne abbiano promosso e seguito lo sviluppo da veri protagonisti. Basti pensare che agli inizi del 1500 rappresentavano oltre la meta della popolazione di Cerete Alto. Anche se, in genere, tutti apparivano influenti e agiati, non mancò tuttavia chi trovò modo di affermarsi nella comunità di cui faceva parte, accoppiando in modo particolare alla ricchezza la cultura e a uno spirito di iniziativa viva e costante, la nobiltà dell'animo.
Già nel 1406, infatti, il notaio Giacomo Ferri del fu Giovanni cita fra le famiglie ceretesi d'allora quella del barone Giovanni fu Fedreghino, a noi più noto per le disposizioni testamentarie del 1483. Ricco proprietario terriero, oltre che fortunato commerciante (nella ferrarezza e nei panni di lana, in particolare) era "molto incline alla pietà".





Stemma di Famiglia

Attilio Marinoni
Stefano Giovanni Marinoni
Donna Cenerina
Gian Giacomo Marinoni
Pittore Giovanni Marinoni
Beato Giovanni Marinoni
Residenze
Mario Marinoni


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